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mercoledì 3 marzo 2010

profeti pendolari

Un amabile vecchino, stile nonno da pubblicità, seduto di fronte a me sul treno:

(guardando la prima pagina del giornale locale): Ancora licenziamenti... Oh, santo cielo, dove stiamo finendo.
...
E poi questi terremoti, tutte le catastrofi... Qua mi sa che la fine è vicina!
(ridacchia)
...
(alzandosi e guardando me e il ragazzo seduto di fianco) Beh, devo proprio fare gli auguri a voi giovani. Perché, in fondo... voi avete tutto, ma in realtà non avete proprio niente.

Saluta e scende.
Bello iniziare la giornata con un incoraggiamento positivo!

Crisi di qua, crisi di là... rivendico il diritto a ritagliarmi la mia personale crisi privata.

giovedì 25 febbraio 2010

avrei preferito ritornare con qualcosa di più incoraggiante

La dura verità? Vivo in un paese dove qualcuno versa deliberatamente tonnellate di petrolio nei fiumi.

Come se non ci fossero già abbastanza problemi. L'economia che va a rotoli, niente lavoro per nessuno, meno che meno per i giovani, un livello di cultura e morale collettiva in caduta libera, l'inquinamento, la corruzione, i principelli che si pavoneggiano dal palco dell'ipocrisia nazionale...

E lo sconforto generale fa da sfondo al mio tetro divincolarmi nella noia in attesa di un'Opportunità che non arriva.

Seriamente indecisa se infuriarmi con tutte le mie forze o scuotere la testa sconsolata.

Oppure, semplicemente, riesumare un'altra briciolina di speranza.