lunedì 13 dicembre 2010

RandomLondon

Aspetto con ansia (stranamente) il momento in cui metterò il primo piede sul suolo natio e una buona percentuale delle mie preoccupazioni si farà da parte. Raramente ho attraversato periodi di cotale stress. Ho una faccia che chiede pietà, le occhiaie stanno assumendo sfumature violacee mai viste prima.

In metro si vedono scene bizzarre. Un ragazzo cammina nervosamente lungo il binario, avanti e indietro, con un'espressione sconvolta; quasi mi aspetto che si lanci sotto il treno quando arriva (il che non sarebbe inusuale considerata la cronaca recente). Salito sulla carrozza non si siede, rimane in piedi, come sulle spine. A un certo punto legge qualcosa sul cellulare. Il viso gli si illumina. Non riesce a contenere un sorriso che si allarga a dismisura. Continua a sorridere per minuti. Sorride anche quando scende. Sarebbe stato bello conoscere la ragione di tanta estemporanea felicità. Avrei condiviso volentieri.

Di fronte a me, un anziano signore indiano, con i capelli grigi crespi ed elettrici come uno scienziato pazzo dei cartoni animati. In mano un giornale free press. Di fianco, un ragazzo nero, vestito elegante, sfoglia un libro. Poi allunga l'occhio sui titoli del giornale del vicino. Il quale, furtivamente, fa lo stesso sbirciando le pagine del libro. Cercano di rubarsi le letture a vicenda, ma cercano di dissimularlo con nonchalance. Fanno una tenerezza incredibile.

Oggi sono stata ancora in biblioteca fino alle 21. In università dalle 9.30, record personale. Ma probabilmente quando uno passa in rassegna tutti gli scaffali di Film Studies, tira fuori decine di libri per sfogliarli febbrilmente, con una strana voglia di rubarli e portarseli a casa, vuol dire che qualcosa gira per il verso giusto.

domenica 26 settembre 2010

London, UK

Eccomi qui. Inizia l'avventura tanto attesa, la svolta a cui puntavo. Ho una casetta dove vivere, che giorno dopo giorno diventa sempre più accogliente e mia (nonostante sospetti che le pulizie si protrarranno per mesi: abbiamo già destato sorpresa per quanto siamo clean), gli eventi della prima settimana in università mi hanno dato l'impressione di un luogo fantastico per studiare, imparare e fare esperienze, e di certo Londra non è una città dove sia permesso annoiarsi o lamentarsi dell'assenza di chance.
Non vedo l'ora di tuffarmi nella sfida: se da un lato potrei sfruttare questi giorni più rilassati per ambientarmi a ritmo soft, dall'altro una parte di me vorrebbe già iniziare a misurarsi con le innumerevoli sfide che si presenteranno.
Avrei consacrato volentieri la prima domenica londinese a un sano e tradizionale giro turistico, ma questa gelida pioggerella mi sta facendo desistere. Qualcosa a cui dovrò abituarmi alla svelta, immagino. Ma nel frattempo mi butterò su un filmetto, nel tentativo di fornire più inglese possibile al mio cervello, che sembra ancora confuso per i continui switch linguistici ("Dobbiamo prendere il twentynove." "Don't dirmelo!").

E infine... contenta di vedere che le comunicazioni con la base funzionano. Diversamente da due anni fa, stavolta non c'è volontà di distacco totale. Mi manca quella spinta istintiva al taglio dei contatti, all'archiviazione definitiva di una parte di me. Ora vediamo come funzionerà questa parziale continuità.

giovedì 16 settembre 2010

sometimes i feel like crying myself to sleep

Siamo fatti anche di questi momenti. Di blocchi emotivi, di tristezza trattenuta, di lacrime furtive. Di stupido orgoglio, di ottusa finta indifferenza. Di terribile paura. Non abbiamo soluzioni ottimali, non sappiamo essere razionali e complichiamo tutto anche quando vorremmo il contrario. Siamo pelle, carne, ossa e sangue, non plastica perfetta. Inseguiamo disperatamente certi attimi di felicità che poi ci scivolano tra le dita. Leghiamo l'anima a una parola o un gesto che ci possono slanciare verso l'alto o trascinare nell'abisso. Vogliamo e viviamo per volere ma ciò che vogliamo è il nostro più grande timore. Eppure, anche dopo la caduta nello sconforto, anche dopo lo scontro con l'errore e il dolore, rialziamo la testa, prendiamo fiato e ricominciamo la marcia. Perché anche questi momenti sono parte di noi.

venerdì 3 settembre 2010

happiness is real only when shared

E' bello gioire per i propri momenti felici, ma è altrettanto piacevole quando si partecipa spontaneamente e genuinamente alla felicità altrui...
Siamo giovani, siamo motivati, abbiamo un intero mondo davanti.
Momenti di esaltazione da cavalcare a testa alta.

E tra 18 giorni si spicca il volo...

venerdì 21 maggio 2010

Shiver

Leggere il passaggio finale di La strada, il romanzo più grigio e agghiacciantemente senza speranza che io abbia mai letto, sul terrazzo all'ora del tramonto, finendo l'ultima riga proprio quando il sole sparisce dietro alle montagne.
Ora ditemi se non è un momento da brividi.

lunedì 10 maggio 2010

Meteoropatia

10 Maggio. Dieci giorni ininterrotti di pioggia, temporali, grigia nebbiolina. Giro per casa con il maglione, esco con giacca, sciarpa e ombrello obbligatorio. E inizio a dimenticarmi la sensazione del sole sulla pelle. Altro che prepararsi all'estate... sembrerebbe più che altro un'occasione non richiesta per abituarmi all'English weather.
Il problema è la meteoropatia. Questi sbalzi d'umore profondi e ravvicinati non aiutano di certo. E' facile perdere i riferimenti e lasciarsi andare a un tedio pericoloso e inutile. Ma questa settimana ci sono delle scelte cruciali da fare, ed è essenziale mantenersi lucidi ed attivi. Persino aggressivi, direi.
In fin dei conti posso comunque contare su preziosi momenti di splendida scelleratezza, come ricariche periodiche di energia senza nome. Senza farsi domande, senza immaginare il dopo. Vivendoli, e niente più.

giovedì 15 aprile 2010

oh, reckless abandon

Mi godo mattinate infrasettimanali di beata tranquillità, a leggere o prendere il sole, con una serenità che non capitava da un po'. Le jeux sont fait, non mi resta che attendere.
Ieri puntatina a Milano per il primo giorno di Fuorisalone. Quanto mi piace... Continuo a pensare che il connubio Statale-Interni funzioni alla grande: passeggiare per i cortili illuminati da funghetti fluo o strani veli bianchi in mezzo a centinaia di visitatori non è cosa da tutti i giorni. Riguardo al trafiletto del Corriere di ieri sulle proteste degli studenti: hanno ragione a dire che l'Università meriterebbe la stessa cura e attenzione durante il resto dell'anno, ma se a loro non frega nulla di design sono fattacci loro, continuino pure a viversi l'università come un take-away di corsi ed esami.

Detto questo: voglio la mini-Spa doccia+sauna+hammam di Jacuzzi. Me la merito!


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Sweet disposition
Never too soon
Oh reckless abandon,
Like no one's watching you

A moment, a love
A dream, a laugh
A kiss, a cry
Our rights, our wrongs

Just stay there
Cause I'll be comin' over
While our bloods still young
It's so young, it runs
Won't stop til it's over
Won't stop to surrender


(dovevo metterla da qualche parte, mi sta ossessionando)